Tribunale di Messina

CHI TOCCA I SIMBOLI DELLA DITTATURA NEL TRIBUNALE DI MESSINA E' PAZZO

Oggi si è verificato un caso INCREDIBILE.
Prima di un procedimento (per una multa di 400 euro) la parte in causa ha chiesto che fossero coperti i simboli del fascio con l'ascia e la bilancia inclinata a destra, e che fossero collocati i cartelli PREVISTI DALLA COSTITUZIONE: LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, LA GIUSTIZIA SI AMMINISTRA IN NOME DEL POPOLO.
Il PM ha chiesto la PERIZIA PSICHIATRICA ed il giudice ha nominato un perito senza contestare nulla alla parte richiedente.

Il fascio era usato dai romani come simbolo di potere e autorità.
Era trasportato davanti ad un magistrato, in numero corrispondente al suo rango, nelle cerimonie pubbliche e nelle ispezioni. Le canne, di cui era formato, servivano per fustigare i colpevoli sul posto. SE INCLUDEVA L'ASCIA RAPPRESENTAVA IL POTERE DEI MAGISTRATI DI DECAPITARE.

Considerato che nella Costituzione Repubblicana non è prevista la pena di morte, il simbolo sul muro dell'aula, dietro il giudice, ha un significato contrario alle leggi e RAPPRESENTA IL SIMBOLO DI UNA DITTATURA SANGUINARIA contrario ai principi democratici.
La bilancia inclinata a destra, dal lato dell'ascia, indica che la giustizia è squilibrata a destra, DALLA PARTE DEL POTERE SANGUINARIO.
La bilancia deve invece essere orizzontale, dritta, in perfetto equilibrio.
Il fascio e la bilancia sovrapposte sono una grave offesa per chi le guarda, al cittadino di questa democrazia ma anche per il giudice stesso perchè si trova dietro questa RAPPRESENTAZIONE INCOSTITUZIONALE DELLA GIUSTIZIA.
La reazione sproporzionata del PM e del Giudice non trova riscontro nella pacifica e tranquilla richiesta di cose previste da leggi e regolamenti nella Repubblica e nei Tribunali della Repubblica.
La richiesta di PERIZIA PSICHIATRICA non ha nessuna giustificazione e appare assurda considerato il tenore della domanda e delle spiegazioni fatte in aula dalla parte.